Diritti…a sbattere

L’Unione Europea chiede – o meglio – impone all’Italia di procedere, per via legislativa, al riconoscimento delle coppie di fatto, anche omosessuali. Nessun rispetto per il comune sentire dei cittadini di uno Stato, anche se tale comune sentire è conservatore o reazionario. Così decidono i Paesi a democrazia avanzata (sic!), così dobbiamo adeguarci noi retrogradi mediterranei familisti.

La stessa Unione Europea che “dimentica” come, nella civilissima Lettonia, poco meno della metà della popolazione, quella ovviamente di origine russa, non ha piena tutela dei propri diritti civili (cfr. Giulietto Chiesa, Il candidato letttone, Ponte alle Grazie, 2010). Quell’Unione Europea che permette tranquillamente all’Ungheria, altra civilissima nazione che da qualche anno emana un sinistro odore di fascismo, di erigere muri contro i vicini meridionali o di affastellare in treni sigillati centinaia di profughi.

Il fallimento del disegno originario della UE è sotto gli occhi di tutti. L’ampliamento a Est è stato molto contraddittorio e non ha certamente contributo a rafforzare il sentimento europeo. Ha creato, invece, una classe politica modesta, rancorosa, opportunista, affatto europeista (se non in rari casi) e che sta in Europa più per convenienza che per convinzione. Quella stessa classe politica che ora, sotto l’ombrello della NATO, può dare libero sfogo a tutti i più triti sentimenti antirussi, covati per quasi 50 anni. A Bruxelles, anonima grigia città che non a caso è capitale provvisoria da 60 anni dell’altrettanto grigia UE, Mitterand e Khol hanno lasciato il passo a sbiaditi ragionieri, sacerdoti di un rigore che sta stritolando il sistema produttivo continentale. A completare il quadro, il più stantio conformismo nordico, condito da forti dosi di politicaly correctness, ci viene spacciato come grande progettualità politica nel costante cammino verso l’ampliamento dei diritti individuali.

Nel frattempo, il Regno Unito si prepara ad uscire, avendo già capito che il suo storico ruolo di boicottaggio del progetto federale si è ormai esaurito per il venir meno del progetto stesso. La Grecia ce la siamo persa per i prossimi venti anni, avviluppata in una spirale di debito e crescita inesistente dettata dagli economisti della Bundesbank. Nel frattempo, ci siamo accorti di aver appaltato quello che è il nodo storico della politica europea, ovvero i rapporti con il mondo russo, a Lituani vendicativi e Polacchi rancorosi che, per ora, hanno prodotto una sanguinosa guerra civile in Ucraina.

Coraggio, forse a breve gli omosessuali potranno sposarsi anche in Italia.