Il cerchio si è chiuso

Nel luglio dello scorso anno, nel corso della festa dell’Unità di Roma, mi trovai a seguire un’incontro fra Giorgio Napolitano e Paolo Franchi nel quale il giornalista sollecitava l’anziano leader del riformismo PCI ad una riflessione sulla sua carriera politica e sul contributo del Partito Comunista alla storia democratica del nostro Paese. In quel frangente, chiamai al telefono un amico e gli confidai che stavo assistendo ad una riflessione politica “…del futuro Presidente della Repubblica.”

Naturalmente ho accolto con gioia l’elezione di Napoletano non tanto poiché la mia previsione si è avverata, quanto piuttosto per la definitiva conclusione di una parabola storica, iniziata con la Costituente del 1946, proseguita con l’ascesa al Quirinale dei rappresentanti, talvolta mediocri più spesso degnissimi, delle culture politiche cattolica, laica, socialista, azionista e da ultimo, comunista, che hanno segnato i 60 anni di vita democratica di questo Paese.

Ieri sera il mio pensiero e le mie emozioni sono andati a tutti i compagni e le compagne che dal 1921 hanno creduto nel comunismo come riscatto ultimo e definitivo di enorme masse di persone che la storia ha troppo spesso lasciato ai margini. Ho pensato al sottile filo che ci unisce ad Antonio Gramsci morto in carcere, ai combattenti del fronte dell’Ebro e di Guadalajara, ai partigiani, a Umberto Terracini che firma la Costituzione, a Togliatti con tutte le sue doppiezze ed ipocrisie ma anche con le sue intuizioni fondamentali, a Berlinguer, ad Altiero Spinelli, ai compagni del PSI nessuno escluso, ma soprattutto a tutti coloro che per il solo fatto di essere stati comunisti o di sinistra hanno patito emarginazioni e soprusi. Si ha un bel dire dell’occupazione del potere da parte della sinistra!!! Negli anni 50 e anche nei primi anni 60 l’essere comunista era inconciliabile con carriere universitarie e militari o nella Pubblica amministrazione di questo Paese, forse è bene che qualcuno se lo ricordi!! E’ soprattutto a loro che Giorgio Napoletano dovrebbe dedicare la sua Presidenza ed è soprattutto a loro che ho pensato ieri sera prima di addormentarmi. Buon settennato Presidente, viva l’Italia.